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La storia della Casa di Cemmo
Nel 1817, per iniziativa di pie persone, viene adibito un caseggiato, con adiacenze in contrada Palazzi a Cemmo, per accogliere un istituto educativo per ragazze e giovani.
Erminia Panzerini anticipa una somma per avviare i lavori di restauro e di adattamento necessari. Nel corso del 1821 l'attività didattica ha inizio, anche se in modo un po' precario.
L'arrivo di Annunciata Cocchetti nel 1831 e il suo ottimo inserimento nella realtà di Cemmo, come insegnante ed educatrice a fianco di Erminia Panzerini, porta alla cessione dell'intera proprietà da parte di Vincenzo Panzerini dell'Istituto di Cemmo a Erminia e ad Annunciata.
La proprietà è costituita dal convento, ossia la casa di abitazione, con adiacenze di orto e brolo contigui alla casa.
Nel 1842 muore pressoché improvvisamente Erminia Panzerini lasciando erede universale Annunciata Cocchetti. Nello stesso anno, il 9 ottobre, dopo un breve noviziato a Venezia, Annunciata Cocchetti torna a Cemmo come suora Dorotea e durante i successivi dieci anni, la casa di Cemmo diventa una Casa Religiosa affiliata all'Istituto delle Suore di S. Dorotea di Venezia.
Nel 1853 si apre il Noviziato a Cemmo. Precedentemente, nell'anno 1846, un incendio aveva distrutto buona parte dell'edificio. Ciò richiese molto lavoro e molti sacrifici.
A ricostruzione avvenuta M. Annunciata provvede la casa della Cappella per la preghiera delle Suore e delle Educande. Accanto ad essa si realizza un piccolo appartamento per il Cappellano.
Con essa si rende necessario curare l'ampliamento degli edifici perché possano essere più adatti ad accogliere le persone e ad ospitare le opere che vanno sviluppandosi sempre di più.
Tre sono gli acquisti più rilevanti: la parte di casa che contiene la fontana e l'attuale cortile, la Casa Angeli e un immobile nella parte più bassa dell'Istituto.
M. Annunciata Cocchetti provvede a far costruire un passaggio sotto la strada – via Crosai – per congiungere alla casa il fabbricato di nuovo acquisto, un portico e uno sterramento per la costruzione del refettorio.
Dopo la morte di Madre Cocchetti, verrà costruito il parlatorio che si affaccia sull’attuale chiostro.
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