CONVEGNO LAICI 2018

Ad Assisi il 2 – 3 giuno si terrà il                                                             CONVEGNO PER LAICI promosso dalla Compagnia Laicale Annunciata Cocchetti ” dalla COLLABORAZIONE       alla CORRESPONSABILITA’  nell’ANNUNCIO del VANGELO” Alloggio: OASI SACRO CUORE Via Vittorio Emanuele II, 5 ASSISI (Perugia)   Iscrizione: Entro 15 maggio 2018 – con versamento caparra di € 20.00 referenti: daniele.zambianchi@libero.it o  rivolgersi alla suora del proprio gruppo   CONTRIBUTO di PARTECIPAZIONE: Euro 70.00 (comprensiva di: alloggio, pasti, relatori, affitto sala convegno) L’invito al Convegno è rivolto a laici, suore, sacerdoti Per saperne di più guarda il depliant dépliant Convegno 2018-2  

LA FAMIGLIA DI ANNUNCIATA

SALUTO ALL’ASSEMBLEA   di Madre Lucia Moratti “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”: inizia così l’Evangelii Gaudium con cui Papa Francesco affronta il tema dell’annuncio del Vangelo nel mondo d’oggi. Noi tutti, siamo qui, insieme oggi, perché abbiamo incontrato Gesù e abbiamo conosciuto la gioia del Vangelo. È immediato il riferimento al nostro Battesimo, ai nostri genitori, alle comunità cristiane che ci hanno accompagnati e preceduti nella fede, ai sacerdoti che sono entrati nella nostra vita. Nel nostro percorso, abbiamo incontrato la Chiesa, Madre e Maestra, con mille volti. Ad un certo punto a noi suore, un tempo “ragazze”, è capitato di incontrare una comunità religiosa, di avvertire il fascino di un dono, di uno stile, di un amore presenti nelle suore che andavamo conoscendo. Interrogando la sintonia creata da quell’incontro, abbiamo trovato risposte vitali: l’amore indiviso per Dio, l’amore per le giovani e ne siamo rimaste conquistate: si è trattato di un fascino, un contagio, che ha dato voce a un desiderio profondo che era dentro di noi, vivo da sempre e aspettava di essere riconosciuto ed espresso. Abbiamo lasciato la nostra famiglia di origine per formare

a me è cambiata la vita

Esperienza di Stefano in Perù Stefano ha 27 anni,  è fisioterapista, abita a Salò, dove lavora. Ha fatto la “Esperienza in missione” nella Casa della Gioventù in Perù nell’ottobre del 2017.   Provare a descrivere l’esperienza fatta non è mai facile. È un mix di emozioni molto forte, difficile da spiegare. Al rientro tutti ti chiedono come è il Perù, cosa hai fatto, cosa hai visto; a quel punto vorresti esplodere e cominciare a raccontare tutto, ma puntualmente non ci riesco mai. Ogni colta che mi fanno domande rispondo in maniera diversa, racconto cose diverse, dettagli trascurati la volta precedente e così via. La cosa certa e che non cambia  mai è la reazione del mio corpo: il mio cuore gioisce e comincia a pompare più del dovuto, nel mio stomaco compaiono magicamente, quelle famose farfalline che da bambini ci mettono allegria per un semplice palloncino. Queste sono reazioni dovute ad emozioni forti, immagini forti e scenari suggestivi che son rimasti impressi nella mente. Cosa ho fatto in Perù? Non saprei, per quello che ho ricevuto dai bambini, dalle persone e da questa bellissima esperienza, a confronto sembra di non aver fatto praticamente nulla. Non so in tre settimane cosa

Un’esperienza alternativa

  Vuoi regalarti un’esperienza alternativa che potrebbe cambiarti la vita? Ti proponiamo un tempo speciale in altri paesi, tra altra gente, in altre culture. Se ti interessa clicca qui sotto e riceverai le informazioni necessarie   Volantino Corso Formazione (2017)

Giovani in missione

“Perché siete venuti fin qui?”. Se dovessimo considerare tutte le parole scambiate in questi giorni di missione, togliendo gli “Hola. ¿Todo bien?”, le risate (tante) e i “Gracias por todo” (ancora di più), l’espressione che ognuno di noi si è sentito rivolgere con maggiore frequenza è stata proprio quella che va all’essenza della nostra esperienza: la motivazione del nostro viaggio. Grandi e piccoli, sconosciuti e molti ormai diventati amici, nella semplicità di questa domanda ci hanno costantemente rimandato al cuore di quello che stavamo vivendo e per l’insistenza con cui ci trovavamo di fronte a questo interrogativo, la questione non poteva essere risolta con un semplice “per conoscere la vostra realtà”. Perché la risposta potrebbe essere ovvia: come farsi scappare l’occasione di scoprire un posto dall’altra faccia della terra. E questa è stata la motivazione che ci ha accompagnato per i primi momenti del nostro viaggio. Ma quando abbiamo iniziato ad incontrare volti, sguardi e sorrisi tutto è cambiato. Il paese era solo la cornice; è l’umanità che ha cominciato a farci battere il cuore. È difficile dare risposta a chi ci chiede com’è l’Argentina. Considerazioni storico-politiche, economiche-sociali sono i pilastri di un discorso lungo e complicato, di cui più volte

Scelse un germoglio del paese…

7 MAGGIO 2017 FESTA DELLA BEATA ANNUNCIATA “Scelse un germoglio del paese e lo depose in un campo da seme” (Ez 17,5) Nella festa della Beata Annunciata ringraziamo il Signore che ha permesso che il granello di senape, piantato a Cemmo, diventasse un albero che ha portato i suoi frutti in Italia, America Latina e Africa. Gli chiediamo di continuare a custodirci nella sua benevolenza, e di essere aperte ai suoi inviti là dove ha preparato il terreno per noi.

UN COMPLEANNO SPECIALE

             Centro Mater Divinae Gratiae: un compleanno speciale! Il 5 marzo 1967 il nostro centro di spiritualità di Brescia dava il via alle sue attività accogliendo un gruppo di preadolescenti. Passati 50 anni, il 5 marzo scorso ci siamo trovati insieme, suore, laici, collaboratori, sacerdoti, amici, per ringraziare il Signore di quanto, in mezzo secolo, è stato vissuto in questa casa. Perché festeggiare il compleanno di una casa? Perché la casa è molto più dei muri che la costruiscono: ‘casa’ dice luogo accogliente, familiare, luogo in cui si intrecciano relazioni, si imparano a riconoscere i punti di riferimento, ci si aiuta a crescere; è un luogo in cui si ritorna volentieri, ci si ferma per una sosta per poi ripartire. In un certo senso il Centro Mater Divinae Gratiae è stato tutto questo: per coraggiosa intuizione di M. Antonietta Tantera e delle suore dorotee di Cemmo, negli anni del post-concilio è nata una casa di spiritualità al servizio non solo delle religiose, ma della Diocesi di Brescia e della Chiesa tutta, di quanti, consacrati o laici, giovani o adulti, desiderassero un luogo in cui poter trovare il Signore ed essere accompagnati a conoscerlo e ad incontrarlo. Nella sua introduzione alla

ANNUNCIATA A PESCARZO

CHIUSURA DELL’ANNO CELEBRATIVO DEL 25° DI BEATIFICAZIONE DI MADRE ANNUNCIATA 8 – 9 ottobre 2016 Il 9 ottobre 1842 ritornava a Cemmo, dopo un breve noviziato tra le Suore Maestre di santa Dorotea, Madre Annunciata Cocchetti. Con lei c’erano altre due suore. Era l’inizio dell’Istituto delle Suore Dorotee di Cemmo. Il 9 ottobre 2016 è stato scelto come giorno in cui concludere l’anno celebrativo della beatificazione di Madre Annunciata. La festa è incominciata nel pomeriggio di sabato 8 ottobre. Per questa occasione Pescarzo, un paese vicino a Cemmo che tante volte aveva visto la Madre aggirarsi per le sue vie, si è parato a festa per onorare il passaggio delle reliquie della Beata. Una processione silenziosa e raccolta si è snodata per le strade pregando e cantando. Nemmeno la minaccia della pioggia ha potuto fermare questa gente dal manifestare la sua devozione. La processione è terminata con la celebrazione dell’Eucarestia nella chiesa parrocchiale, ornata di tanti fiori stupendi, a sottolineare la bellezza della santità. Domenica 9 ottobre, nel pomeriggio, è stata benedetta l’icona della Beata, scritta da Rita Bolpagni.  

ICONA DELLA BEATA ANNUNCIATA

  A chiusura delle celebrazioni per il 25° di beatificazione della Beata Annunciata Cocchetti è stata presentata l’icona che la rappresenta, scritta da Rita Bolpagni L’icona è un ringraziamento a Dio che mi ha permesso di incontrare la Beata Cocchetti attraverso le sue suore. Ci sono due punti di vista per guardare questa icona: il punto di vista di Dio e il punto di vista dell’uomo. La partenza è dal punto di vista di Dio. Nella lunetta superiore è rappresentata la Trinità. L’Amore che circola nella Trinità, per sua natura e potenza, non si chiude in sé ma si allarga, si espande e colma, trasformando, ciò che ha generato portandolo alla sua luce originale. La luce è la dimensione fondante dell’icona: “Io sono la Luce” dice Gesù. Durante l’esecuzione (l’icona si dice che viene scritta, non dipinta, perché orienta a leggere la Parola, la Presenza di Gesù) l’iconografo per prima cosa stende il colore più scuro che rimanda all’immagine dell’uomo contaminata dal peccato e bisognosa di luce. Per ultimo, sempre rispettando la scala dei colori dal più scuro al più chiaro, stende il colore bianco a sottolineare come Cristo, accolto dall’uomo, lo trasfigura, portandolo dal buio alla luce, dalla morte